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giovedì 1 marzo 2012

Peer-to-peer lending: in Italia parte Smartika

Torno sul tema dei prestiti diretti tra privati (dopo il commento all'Economist) perché ho ricevuto oggi una mail che annuncia la ripresa dell'operatività di Smartika, l'istituto di pagamento che offre una piattaforma di social lending. Cito dalla mail:
In data 14 febbraio Banca d’Italia ha iscritto Smartika Spa all’Albo degli Istituti di Pagamento e possiamo finalmente dare di nuovo vita al social lending.
E’ stato un periodo lungo (ben 2 anni 7 mesi e 4 giorni) e travagliato: lo abbiamo superato con caparbietà, assicurando il regolare flusso dei pagamenti per i prestiti in essere e mettendo tutto il nostro impegno per ridare anche all’Italia la possibilità di un canale alternativo di credito, oltremodo necessario in questo periodo di credit crunch.

Dietro Smartika c'è il team che aveva portato in Italia dal Regno Unito l'esperienza di Zopa.

Il social lending di Smartika funziona così:
  • i Prestatori attivano le loro offerte su Smartika, indicando importo e durata del prestito, tasso desiderato e tipologia (classe di merito creditizio) dei Richiedenti a cui prestare. Per diversificare il rischio l’offerta viene suddivisa in 50 parti: il Prestatore che mette in offerta 1.000 € presterà a 50 diversi Richiedenti 20 € ciascuno;
  • Smartika controlla che il Richiedente prestito abbia un profilo creditizio adeguato e, in caso positivo, lo assegna a una delle classi di merito creditizio;
  • la piattaforma compone il prestito con le offerte presenti e il Richiedente decide se accettare la proposta di prestito;
  • il Richiedente si riconosce contrattualmente debitore dei Prestatori;
  • i Richiedenti ripagano le rate mensili via addebito automatico (RID). Se il richiedente è in ritardo con i pagamenti, vengono attivate società di recupero crediti;
  • i flussi di denaro tra Prestatori e Richiedente avvengono attraverso conti di pagamento a loro intestati, tutelati per legge.
I Richiedenti pagano una commissione sul valore totale del prestito in base alla classe di merito creditizio a cui è assegnato (A+ 0,5%; A 1,25%; B 2%; C 2,5%). La commissione si paga all'inizio, quando la richiesta di prestito viene accettata. E' dedotta dall'importo prestato, e riduce quindi il netto ricavo. I Prestatori pagano una commissione annuale pari all'1% della somma in prestito, che è dedotta dagli interessi maturati. Si applica, come gli interessi, soltanto al credito performing in essere.

Questo documento spiega la collocazione di Smartika nella mappa degli intermediari prevista dalla normativa italiana. Chiarisce che Smartika offre un servizio di intermediazione di pagamenti, in quanto trasferisce denaro tra soggetti privati che fruiscono di una piattaforma web su cui possono prestarsi denaro o chiedere denaro in prestito. Anche le società di money transfer  sono istituti di pagamento. Il servizio Smartika è diverso da un money transfer poiché i flussi di pagamento avvengono all'interno di una comunità ad accesso controllato, e sono finalizzati ad eseguire le prestazioni di contratti di finanziamento.
A quanto ho inteso, la piattaforma nasce per prestiti personali di piccolo importo. Sarebbe interessante testarla per il credito alle piccole imprese. Approfondirò. Nel frattempo rinvio alla parte finale di questo post per alcune prime riflessioni sui pro e contro dei prestiti diretti tra privati e imprese.
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2 commenti:

Sapio ha detto...

Non avevano già inventato tanto tanto fa una cosa chiamata "banca" per fare 'sta roba?

Giovenale ha detto...

Ubi deficiunt equi, trottant aselli