aleablog

venerdì 14 ottobre 2011

Fondo centrale: tagli per 340 milioni nel 2012?

Come riferisce il Sole 24 ore, nella riunione agitata del Consiglio dei ministri di ieri, il ministro Romani si sarebbe rassegnato all'idea di tagliare 340 dei 532 milioni allocati per il 2012 al Fondo centrale di garanzia per assorbire almeno in parte i tagli di 2,3 miliardi a carico del MiSE, che vedrebbe così prosciugare la dotazione per i contributi alle TLC sui progetti di banda larga. Immaginavo che il Fondo centrale fosse a rischio tagli (vedi post di qualche giorno fa).
Subito si sono levate le proteste delle banche e delle associazioni di categoria, preoccupate dell'effetto demoltiplicativo sul credito alle Pmi. Io estendo la preoccupazione dal 2012 al 2013, anno per il quale non sono più stanziate risorse extra, e quindi il rischio tagli viene meno perché non ci sarà niente da tagliare. Il Fondo centrale è per molti confidi un pilastro del modello di equilibrio gestionale.  Molti confidi sperano di poter fare altrettanto nei prossimi mesi. Anche le banche ne fanno un uso importante, seppur meno decisivo. Questo polmone potrebbe contrarsi. Il modello gestionale di cui sopra deve essere urgentemente rivisitato.
Al prosciugamento delle dotazione si aggiunge l'incertezza sulla ponderazione del rischio Italia per Basilea 2. Tutte le agenzie ci hanno declassato sotto AA, quindi dovremmo, ai sensi delle tabelle del metodo standard, alzare la ponderazione del rischio sovrano da 0% a 20%, e il rischio banche ed enti locali dal 20% al 50%. La normativa vigente nell'Unione Europea ci protegge, come osserva Palì (problematicamente) in un commento a questo post:
... il baluardo ponderazione-zero forse non resisterà ancora a lungo trincerato dietro la disposizione della circ. 263, titolo II, Capitolo I, Parte Prima, pag 11 che recita: "Le esposizioni verso le amministrazioni centrali e le banche centrali di Stati membri dell’Unione Europea sono ponderate a zero (fattore di ponderazione preferenziale". Suppongo che qualcuno improvvisamente si sveglierà e si renderà conto che con il quotidiano lievitare del rischio-Paese di molti Paesi membri UE questa disposizione risulta molto molto anacronistica..
Non so se qualcuno un giorno deciderà di girare la manopola di uno scatto all'insù. Spero che si trovi qualche correttivo. Ho in mente il portafoglio rischi e controgaranzie di alcuni grossi confidi che subirebbe una scossa tellurica da assorbimento patrimoniale extra. Forse aluni confidi 107 saranno protetti perché adottano il metodo standard semplificato, che è agnostico rispetto ai rating di agenzia, e continuerebbe ponderare a 0% il rischio Italia.
Che la garanzia dello Stato non possa fare da panacea era vero anche prima.
Adesso non è soltanto un'affermazione di principio, è una realtà da affrontare. Stampa questo post

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono milioni di Euro.....fosse la volta buona che si esclude la garanzia diretta al 662

Anonimo ha detto...

Milioni, certo. Grazie della segnalazione ...

palì ha detto...

Caro Prof
il problema di funding del Fondo Centrale, che esiste già da qualche tempo, in seguito al ventilato "tagli" dei fondi assumerà una dimensione più importante creando una forte impasse all'operatività di tutti coloro che hanno usato/abusato del Fondo. Forse i tempi sono maturi per ripensarne il ruolo nel sistema delle garanzie; per rivederne il modello operativo e per "riprogettare" l'attività di coloro che hanno fatto molto leva sul "risconto" dell'attività di garanzia al Fondo.
A ciò bisogna aggiungere anche il taglio, operato da alcune Regioni, sulle voci di spesa di bilancio relative ai fondi di garanzia.
Sicuramente si apre uno scenario nuovo; di forte pressione sui livelli di capitalizzazione, dotazione di fondi rischi e profili reddituali degli intermediari di garanzia. Sicuramente è il caso di cominciare a ripensare ai tanti confidi "dormienti" di cui è ancora disseminato il territorio nazionale o alle tante inefficienze operative che caratterizzano tanti confidi operativi; avendo il coraggio di prendere decisioni molto realistiche. I tempi a disposizione cominciano a sembrarmi stretti. Inoltre il baluardo ponderazione-zero forse non resisterà ancora a lungo trincerato dietro la disposizione della circ. 263, titolo II, Capitolo I, Parte Prima, pag 11 che recita: "Le esposizioni verso le amministrazioni centrali e le banche centrali di Stati
membri dell’Unione Europea sono ponderate a zero (fattore di ponderazione
preferenziale"...Suppongo che qualcuno improvvisamente si sveglierà e si renderà conto che con il quotidiano lievitare del rischio-Paese di molti Paesi membri UE questa disposizione risulta molto molto anacronistica..

Anonimo ha detto...

Brava, Palì, anche per l'opportuno richiamo al trattamento preferenziale delle esposizioni sovrane nell'applicazione di Basilea 2 nella UE di cui mi ero bellamente dimenticato.

Anonimo ha detto...

Sempre su Palì: ho paura che anche azzerando le inefficienze e facendo una requisizione dei fondi inoperosi presso i confidi dormienti, non ce la faremmo a sanare le perdite pregresse e a ricapitalizzare adeguatamente i confidi "operativi". I modelli attuali non stanno in piedi senza apporti pubblici. Là dove questi non sono sicuri (cioè in aree sempre più vaste), c'è una falla nel conto economico e nello stato patrimoniale che non si chiuderà mai da sola.
Al tempo stesso non vedo operosità nella ricerca di nuovi modelli operativi, o semplicemente coraggio nel denunciare la situazione bloccata.
Speriamo che con i nodi che vengono al pettine operosità e coraggio crescano insieme.

Gigi ha detto...

La garanzia dello stato non deve fare da panacea, ma il suo valore non può dipendere da agenzie di rating colluse con Wall Street. Se non ci ricordiamo di rivalutare criticamente molti aspetti tecnici e teorici che stanno alla base di Basilea 2 e 3, non arriveremo mai a Basilea 4, perché la finanza si schianterà prima. La finanza, non l'economia, quella per fortuna, anche se con fatica, può andare avanti lo stesso. Per fortuna.