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sabato 26 febbraio 2011

Trentino: programma di riassetto per l'edilizia via confidi

Il 23 gennaio, la Giunta della Provincia autonoma di Trento ha deliberato apporti ai fondi rischi dei confidi trentini per sostenere l'erogazione di mutui e prestiti per sostegno alla liquidità e smobilizzo crediti nel settore delle costruzioni. La scelta di intervenire è maturata al Tavolo tecnico sul credito, istituito nella seconda metà dell’anno 2008 tra Provincia, banche e confidi. Nelle ultime riunioni del tavolo è emersa l’attuale situazione di criticità finanziaria del settore edile soprattutto per quel che concerne le aziende più grandi e strutturate, messe in difficoltà dalla riduzione del numero e del valore delle commesse nonché dalla difficoltà di reggere gli impegni in scadenza nei confronti di banche e fornitori.
E' interessante commentare il provvedimento anche a beneficio dei visitatori non trentini.

Cito dalla delibera:


[...] la proposta consiste nella costituzione presso i tre enti di garanzia della provincia di Trento di nuovi fondi rischi a destinazione speciale destinati alle imprese dell’edilizia con un numero di dipendenti superiore alle 10 unità equivalenti per garantire operazioni creditizie sia a breve che a medio termine con una durata massima di 7 anni di cui non più di 2 di preammortamento.
Considerato che i vigenti tassi di mercato presentano dei valori contenuti, si è ritenuto di non accompagnare al rilascio di garanzie, agevolazioni tese all’abbattimento dell’onerosità dei finanziamenti.
Si propone di stabilire in euro 1.500.000,00 l’importo massimo del finanziamento sottostante alla garanzia. La misura della garanzia a valere sul fondo potrà essere concessa fino al 50% del finanziamento o fino al 30% nel caso di garanzie su finanziamenti accordati a subappaltatori, in quest’ultimo caso a fronte smobilizzi a breve termine, fino a 18 mesi, di crediti nei confronti dell’impresa edile appaltante.
[...]
Le garanzie prestate dai confidi alle imprese sono concesse a titolo di aiuto di importanza minore («de minimis») secondo le disposizioni del Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione delle Comunità Europee; l’elemento di aiuto è calcolato secondo la deliberazione della Giunta provinciale n. 2350 del 15 ottobre 2010 che applica all’attività di garanzia collettiva fidi connessa ad interventi della Provincia autonoma di Trento il metodo nazionale di calcolo dell’elemento di aiuto relativo alle garanzie a favore delle PMI, approvato dalla Commissione europea con decisione n. 4505 del 6 luglio 2010, nonché le relative linee guida adottate dal Ministero dello Sviluppo Economico (pubblicate sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 179 del 3 agosto 2010).
Si propone che il fondo sostenuto dalla Provincia possa consentire un importo massimo di finanziamenti di euro 150.000.000 e che le domande di accesso al fondo stesso possano essere presentate all’ente di garanzia di competenza nel periodo intercorrente tra il 1° febbraio 2011 ed il 31 maggio 2011.
Nei mesi scorsi, assorbito dalla didattica, non ho seguito molto gli sviluppi delle azioni pubbliche vicino casa. Gli amici trentini mi consentano alcune osservazioni tardive:

  1. fondi rischi a destinazione speciale => se la destinazione è vincolante non possono essere inclusi nel patrimonio di vigilanza dei tre confidi trentini, che sono tutti iscritti all'elenco speciale; la normativa della Provincia di Trento lascia peraltro grossa libertà di ridestinare i fondi dopo che sono erogati, e di fatto i confidi hanno alimentato una speciale riserva patrimoniale (inclusa nel core tier 1) con i fondi rischi preesistenti; serve un chiarimento tecnico (vedi punto 4 seguente);
  2. l'intervento è pensato per le grandi imprese di costruzione, con importi massimi finanziabili di un milione e mezzo; stiamo attenti al rischio di concentrazione (per importi unitari e settoriale) che ci si porta in casa, specialmente se le garanzie erogate saranno senza cap di perdita; ma se ci sarà un cap coperto dal fondo a destinazione speciale, ho paura che sarà consumato presto;  c'è poi l'inefficacia statistica del cap quando lo si applica distintamente sui pool verso le singole banche erogatrici (in soldoni, se cappo le perdite risarcite al 6%, una cassa rurale che eroga dieci mutui chirografari da 400.000 euro l'uno, garantiti al 50%, si brucia il cap (400.000 x 10 x 0,5 x 0,06 = 120.000) quando si verifica il primo default, che purtroppo è un evento di probabilità non trascurabile;
  3. proprio per la rilevanza sistemica nell'economia della provincia delle maggiori imprese beneficiarie, ritengo insufficiente un intervento generalista basato sulle garanzie confidi; sarebbero più adeguati degli interventi di riequilibrio finanziario tagliati sulle singole situazioni di tensione, e con un controllo maggiore sul modo in cui i finanziamenti per la liquidità sono spesi;
  4. se il fondo è vincolato, allora non può coprire i requisiti patrimoniali; sulle esposizioni garantite da questo programma, qualora non cappate, ci sarà un assorbimento patrimoniale minimo del 6% (8% se non retail); andrà ad incidere sul patrimonio esistente, che ritengo sia capiente; però il target di erogazione (150 milioni di finanziamenti, quindi circa 70 milioni di garantito) induce a valutare preventivamente gli impatti;
  5. come avrete notato, la Provincia di Trento applica il nuovo regime MiSE-Fondo centrale per il calcolo degli aiuti di Stato, imputando l'ESL sul massimale de minimis di 200.000 euro in tre anni; ora mi segno di andare a verificare che il regime in questione sia applicabile su interventi trattati in de minimis in alternativa alla regola grezza del 13,33% dell'importo garantito; ricordavo che non lo fosse, ma forse mi sbaglio.
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3 commenti:

Sapio ha detto...

Aggiungo che gli apporti a Fondi rischi generalisti e non vincolati, destinati a rafforzare il PV dei Confidi, sono illegittimi in quanto aiuti di stato verso il Confidi stesso e nulla rileva che servono poi alle imprese. Solo i soci possono rafforzare il patrimonio dei Confidi. Ma ancora non si è capito questo? Tutta l'Italia, sta cercando, invano, metodi fantasiosi di eludere il controllo UE per dare aiuti di stato ai Confidi. Gli aiuti vanno dati direttamente alle imprese e solo gestiti dai Confidi!

Anonimo ha detto...

@Sapio: un fondo rischi a destinazione vincolata è un aiuto alle imprese perché il confidi non può destinarlo ad altro. Io qui mi preoccupo della sua efficacia tecnica. Sugli aiuti al rafforzamento dei confidi sai che sono possibilista, dato che i confidi esistono per aiutare le imprese, e la loro azione, quando rispetta la mission, non altera gli equilibri concorrenziali. Il problema che dici si affronta verificando che lo facciano.

Sapio ha detto...

Certo che un fondo rischi a destinazione vincolata è un aiuto alle imprese, ma è ineligibile al di fuori dello schema tranched cover. Quindi .....
Sugli aiuti al rafforzamento del PV il MISE prenda una posizione ufficiale circa l'ammissibilità UE ed amen.
E invece ogni regione tenta la sua strada.
Attenti a non finire comein Sardegna o in Lombardia con gli allevatori sulle strade perché la UE ha dichiarato l'inammissibilità di precedenti aiuti.