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martedì 26 febbraio 2008

Parte alla grande il tavolo PEF-XBRL



Ieri mattina, nella sede milanese dell'ABI si è costituito il tavolo di lavoro sulla pratica elettronica di fido (PEF) in formato XBRL. Maria Luisa Giachetti e Fausto Orlando dell'ABI hanno presentato l'Associazione XBRL Italia. A seguire, ho illustrato l'idea della PEF-XBRL, lanciando una serie di spunti di discussione. Il tavolo ha il compito di elaborare un formato standard per lo scambio di dati da includere nella documentazione delle pratiche di fido lungo la filiera di erogazione del credito. Ho insistito sul fatto che non ci interessa ridisegnare il modello di pratica perfetta, ma piuttosto aiutare ad abbattere i costi di produzione, trasmissione e fruizione dei dati che alimentano le pratiche. Il processo inizia presso l'azienda (o il suo commercialista) che deve raccogliere i dati chiesti nella modulistica o come allegati.
La composizione del tavolo rappresenta bene i diversi attori. Alla prima riunione erano rappresentate le banche (Intesa San Paolo e una BCC lombarda), la Banca d'Italia, le associazioni d'impresa, i confidi e le organizzazioni di sistema più direttamente interessate (Centrale dei bilanci e Associazione per i Corporate banking interbancario).
La discussione è stata molto ricca di spunti costruttivi. Si sono colti perfettamente i vantaggi del progetto e le ricadute che può generare prima di tutto sulle imprese (un migliore reporting finanziario e supporti per la gestione della tesoreria), sulle banche (dati più accurati, tempestivi, uniformi e meno costosi da lavorare), ma anche sui confidi, sui consulenti aziendali, gli enti pubblici, ecc. Dal punto di vista pratico, partiamo con la raccolta di materiale sulla modulistica (cartacea ed elettronica) per le istruttorie di fido. Il focus è sui rapporti con piccole e medie imprese. Si abbozzeranno quindi due schemi-tipo di PEF, uno per le imprese in contabilità ordinaria, e uno per quelle non obbligate al deposito del bilancio d'esercizio. Nel caso delle imprese in contabilità ordinaria, lo schema PEF-XBRL chiederà di allegare bilanci XBRL secondo la tassonomia GAAP-Italia (estesa alla nota integrativa). Qui le banche potranno trovare gran parte delle informazioni richieste per le analisi di tipo quantitativo, oltre a dati organizzativi e qualitativi in genere. Per le imprese senza un vero e proprio bilancio, bisognerà assemblare dati di varia fonte (fiscale ed extracontabile), ma anche per le ditte individuali e le società di persone ci piacerebbe lanciare, con l'aiuto dei confidi e delle associazioni, un esperimento pilota di acquisizione nella PEF di bilanci XBRL conformi alla tassonomia GAAP-Italia.
Tante idee e cose da fare, dunque. Come coordinatore del tavolo, cercherò di dar seguito nei fatti, con l'aiuto dei colleghi.

Luca

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4 commenti:

sapio ha detto...

Mi raccomando:
acquisite anche dati patrimoniali e non solo economici (per questi ultimi tenete conto del progetto Siam di CeBi).
Per quanto ovvio occorre ricordare ai commercialisti che i dati economico patrimoniali delle D.I. o dei professionisti costituiscono un unicum. Non possono quindi essere separati i dati dell'impresa da quelli della persona fisica che la gestisce. Con una battuta : riunire i dati della farmacia a quelli del farmacista.
Infine il business plan: anche l'azienda più piccola ci può provare a farlo.

Luca ha detto...

Grazie del consiglio. Per lo small business, in una prima fase, ci proponiamo di includere nella PEF-XBRL i dati "oggettivi" utilizzati oggi, poi cercheremo di introdurre un set di informazioni più ampio, tra cui lo stato patrimoniale e le principali componenti di reddito / ricchezza extra-aziendali.

sapio ha detto...

Fatemi sapere, ho una certa qual esperienza sull'argomento.
Vi ricordo che occorre raccogliere anche i dati economico patrimoniale dei soci illimitatamente responsabili di sas/snc e dei garanti.
Inoltre esistono delle forme giuridiche veramente complesse es. ATI, consorzi, condomini e società di professionisti sui quali non si sa cosa e come raccogliere i dati.
Ultimo : anche una piccola impresa dovrebbe sforzarsi di fare il rendiconto di cassa. Ragionare per cassa è di grande aiuto per un piccolo imprenditore perchè il rendiconto ha un forte potere illustrativo.

sapio ha detto...

Scusate l'ulteriore intervento :
Non dimenticate che le banche dovrebbero poter ricostruire il bilancio aggregato o consolidato stimato dei gruppi giuridici non tenuti alla redazione del consolidato ufficiale. Le informazioni necessarie allo scopo non sempre sono disponibili nei prospetti di bilancio. Una volta disponibili i dati, per ora rimane il problema che manca un sw capace di aggregare le informazioni dei gruppi con diversi livelli di partecipazioni.